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Donne e i geloni: fenomeno di Raynaud o malattia di Raynaud?

geloniSiamo predisposti a reagire sia al caldo che al freddo. Quando le mani per il freddo sembrano congelare e cambiano colore, dal  bianco diventano cianotiche, rosse, blu, e anche altre estremità del corpo, come naso, mento, orecchie reagiscono così al freddo o a un’intensa emozione, presentano dei segni e sintomi definiti “acrosindrome vascolare”, “acrocianosi”, causati da piccoli problemi del microcircolo, associate spesso a perdita di sensibilità (parestesie/ipoestesie).
Questi segni e sintomi rappresentano “Il fenomeno di Raynaud”, che si presenta generalmente bilateralmente. Fenomeno cinque volte più comune nelle donne, in particolare nella fascia d’età tra i 18 ed i 30 anni, che talvolta scompare con la gravidanza.
Che cosa è il fenomeno di Raynaud?
Condizione clinica causata da un improvvisa vasocostrizione (restringimento delle piccole arterie), che solitamente avviene a livello dei distretti corporei più esposti al freddo (dita delle mani e dei piedi) ma che, più raramente, può coinvolgere anche altre zone esposte (naso, orecchio, capezzolo, lingua, ecc).
La  vasocostrizione causata dal freddo, provoca una riduzione acuta, spasmodica e irregolare dell’afflusso di sangue arterioso (sangue arterioso ossigenato di colore rosso vivo) alle estremità. La riduzione dell’afflusso del sangue ossigenato e  l’aumento del sangue venoso da stasi (sangue povero di ossigeno di colore rosso  scuro-blu “sangue blu”) è responsabile a sua volta delle modificazioni del colore della cute e non raramente del dolore nella sede colpita. Tali modificazioni sono transitorie e si i risolvono generalmente spontaneamente solitamente nell’arco di poco tempo e raramente in tempi più lunghi. Sebbene non sia una condizione molto conosciuta, esso è tutt’altro che raro: si stima infatti che circa il 4-5% della popolazione generale ne sia affetta, e non deve essere confuso con la malattia che porta lo stesso nome, poiché il fenomeno di Raynaud si verifica molto spesso anche in donne sane. Nella maggior parte dei casi non si può parlare di vere e proprie patologie, ma di una fisiologica reazione al freddo. Eritema pernio, noto come gelone che ne rappresenta l’epitopo della manifestazione clinica.
Nel fenomeno di Raynaud tipicamente vengono distinti tre fasi:
Prima Fase  detta ischemica: riduzione del flusso di sangue arteriso.
Seconda Fase detta cianotica: le dita diventano bluastre (cianotiche) o, nei casi più severi, violacee.
Terza fase detta eritrosina: la vasocostrizione si risolve, il sangue arterioso ricco di ossigeno riprende a fluire normalmente e le dita assumono un colore rosso acceso, causato da una vasodilatazione (cioè un allargamento del calibro delle piccole arterie) compensatoria. Spesso in associazione al ritorno del flusso sanguigno compaiono altri sintomi transitori come: formicolii, dolore pulsante, riduzione della sensibilità (che in alcuni casi possono essere anche molto intensi).
In molti soggetti non tutte le tre fasi sono sempre evidenti. Molto variabile è la durata del fenomeno e la frequenza con cui esso si presenta; può comparire sporadicamente in corso di un forte stress emozionale o anche comparire spontaneamente durante l’esposizione alle basse temperature o all’acqua fredda. Il fenomeno di Raynaud viene classificato in primario e secondario. La forma primaria è identificata con il fenomeno descritto, ha un andamento benigno e scompare nel corso della vita. La forma secondaria è identificata come una malattia e una patologia di accompagnamento rispetto ad altre patologie più gravi come le malattia autoimmuni (Sindrome di Sjogroen, la Sclerodermia, l’Artrite Reumatoide ed il Lupus eritematoso sistemico). Nel  fenomeno di Raynaud primario le complicanze sono estremamente rare, se non del tutto assenti. Nel fenomeno di Raynaud secondario si associano alle manifestazioni tipiche delle patologie principali che ha provocato il fenomeno stesso. Possono comparire delle complicanze locali, ossia: ulcere cutanee ricorrenti alle dita, dolore a livello delle ulcere, possibili sovra-infezioni delle ulcere, esiti cicatriziali dopo la guarigione delle ulcere.
Quali esami possano confermare la diagnosi?
La visita clinica, l’anamnesi e l’osservazione medica è in grado di distinguere il Fenomeno di Raynaud da altre condizioni più comuni associate a sensazione di “mani o piedi freddi”.
La distinzione tra fenomeno primario e secondario è sostanzialmente basata sulla storia clinica e sul tipo di manifestazioni associate.
La diagnostica differenziale va fatta con degli esami appropriati e relativi alla patologia di base sospettata. Ad esempio come:   emocromo, ANA –Test (anticorpi anti-nucleo), nDNA, ENA- test, proteina C reattiva e i test  per la valutazione generale per avvalorare o escludere malattie secondarie e autoimmuni.
Nello specifico non deve essere esclusa la video-capillaroscopia ungueale (esame microscopico dei capillari delle dita in grado di individuare la presenza di danneggiamento di questi piccoli vasi).
Come ridurre i sintomi e prevenirli? È necessario mantenere al caldo non soltanto le estremità ma tutto il corpo, proteggersi con guanti, sciarpe ecc… e con un’alimentazione ricca di vitamine. Il beta carotene, contenuto nelle carote, negli spinaci e nel cavolo, aiuta la pelle a mantenersi elastica e tonica; la vitamina E, contenuta in spinaci e carote  rende elastiche le pareti dei vasi sanguigni; l’ananas, preziosa fonte di antinfiammatorio naturale. I flavonoidi, contenuti nelle more e mirtilli, migliorano la circolazione dei piccoli vasi sanguigni. Il pesce, ricco di grassi “buoni” Omega 3, per migliorare la circolazione sanguigna. Per alleviare l’eritema e le lesioni possono essere utili anche pomate a base di ossido di zinco, di calendula, arnica o aloe vera. I rimedi della nonna, non appena compare un prurito fastidioso: si possono immergere le parti colpite in una bacinella di acqua tiepida nella quale è stata fatta bollire della salvia nella misura di cinque o sei foglie per litro d’acqua. La salvia ha potere lenitivo, con dieci minuti di trattamento due o tre volte alla settimana, o tutti i giorni, si possono curare i primi sintomi ed evitare lo svilupparsi del disturbo. L’alcol etilico, stimola la circolazione sanguigna e agisce direttamente sul gelone. Alcool, caffè e thè aggravano il  fenomeno. Il fumo va evitato: la nicotina induce vasocostrizione e peggiora la frequenza e l’intensità dei sintomi e aumenta la probabilità di complicanze soprattutto nel fenomeno secondario.

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