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Monreale è il secondo territorio più vasto della Sicilia e bisogna tutelare soprattutto le zone boschive e le zone residenziali

Con l’interpellanza, infatti, l’amministrazione viene sollecitata affinché i privati vengano sensibilizzati e responsabilizzati per eseguire la pulizia e la bonifica dei terreni dalle sterpaglie, vegetazione secca, rifiuti o di qualunque altro materiale che possa essere fonte di incendio; ancora a eseguire apposita fascia parafuoco in prossimità dei fabbricati, strade pubbliche e private, e lungo i confini del fondo, avente una larghezza di almeno 20 ml. E ancora a impegnare gli enti pubblici proprietari di strade, in questo senso anche l’Anas, a farsi carico della pulizia delle scarpate e a vietare, in prossimità delle aree boscate, nei terreni cespugliosi ed in tutte le aree ricoperte da vegetazione facilmente infiammabili, ricadenti nel territorio comunale: l’accensione di fuochi; fumare o creare qualsiasi operazione che possa creare pericolo immediato di incendio. “E’ ormai arrivata la stagione estiva e con essa l’alto rischio d’incendi. Come purtroppo è avvenuto ogni anno. Ma già il 2 luglio la zona d’Aquino è stata travagliata da un incendio alimentato dal fuoco. E’ in gioco l’interesse di un territorio già da troppo tempo martoriato e mortificato e con l’obiettivo di difendere l’incolumità dei cittadini”. Infatti proprio Monreale ogni anno, di questi periodi, è sempre al centro di notizie di incendi a Casaboli, la Pizzuta e San Martino. Come ad esempio l’incendio del 21 agosto 2010 a San Martino. O ancora

 

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