“La’ dove si lascia che il dialogo si spenga, ivi la cultura stessa ha cessato di esistere.”

Categoria: Cultura e Sociale
Creato Giovedì, 11 Agosto 2011 10:20
Scritto da Danilo Di Maria
Visite: 653

Affinché possa esserci dialogo, ogni interlocutore deve riconoscere fin dall’inizio le “buone ragioni” dell’altro. Il che significa che ogni dialogante sa che la sua posizione non è mai assoluta, definitiva, immodificabile. Non sarebbe vero dialogo, d’altronde, quello nel quale chi parla lo facesse solamente per motivi, per così dire, “narcisistici”: utilizzando cioè l’interlocutore come uno “specchio”in cui riconoscere se stesso. Infatti nell’intreccio dialogico le ragioni dell’altro non sono affatto funzionali, semplicemente, alla riconferma delle proprie tesi, ma sono capaci piuttosto d’indurre a un reale mutamento di idee. Eppure c’è chi pensa che per governare qualcuno con quel qualcuno non ci si debba parlare. Il dialogo è importante. Senza il dialogo non c’è niente. E’ come l’amore, se vivi senza amore non vivi completamente la tua vita. Senza dialogo non potrai mai governare. Dialogo non è parlare da una finestra ad un microfono ad un folto gruppo di credenti e dire che la propria religione è superiore, né esaltarsi ad una riunione con i propri dipendenti dei successi finora ottenuti, né tanto meno dialogo è progettare il futuro mentre il presente traballa. Il dialogo deve essere sincero, deve essere vero. Il dialogo è esprimere affetto col cuore, apprezzare qualcosa o qualcuno, parlare in tutta sincerità. Non è facile ma si può fare. Individui che in tv dicono tutto ciò che gli frulla in testa, persone sensibili e intelligenti costrette a ricorrere a mezzi illeciti per dire il loro sacrosanto pensiero su come gira il mondo. Esiste un vecchio proverbio che dice: “ parlando, si capisce la gente”. E lo reputo molto sensato. Ma sempre e quando entrambe le parti siano disposte e disponibili a sentire le ragioni dell’altro. Altrimenti, il tutto si trasforma in un tedioso monologo, per altro anche improduttivo. In generale, questo era il reale problema dei Farisei: non volevano ascoltare e quindi risultava impossibile intavolare un valido dialogo. Con i pochi farisei con i quali si riusciva a dialogare (un esempio è Nicodemo), l’insegnamento fu davvero molto stimolante e ricco, ed entrambe le parti uscirono dal dialogo ampiamente beneficiate. Nicodemo era un Maestro, ma seppe ascoltare. Ed anche replicare. Però sempre con il cuore aperto a migliorare. Non sempre questo avviene nella nostra società ed anche nelle nostre case. Quando non ascoltiamo, si corre il rischio che l’autorità si trasformi in autoritarismo. Il vero dialogo si apre sempre a nuove possibilità e al riconoscimento dei nostri errori e della altrui virtù. Il dialogo è sempre utile, anche quando duole. Un uso creativo della mente significa fare chiarezza sui propri giudizi e nelle proprie convinzioni e scegliere poi di trasformare questi “programmi base”, in modo che corrispondano di più al modo di essere attuale, che siano in sintonia con “chi scelgo di essere” qui e ora. Dunque, impariamo ad ascoltare gli altri e a riflettere su quello che ci hanno detto. Tutto questo ci aiuterà a progredire e quindi ad essere migliori.

Submit to FacebookSubmit to Google BookmarksSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Comments:

Download SocComments v1.3