L’Italia divisa dalle ferrovie

Categoria: Cultura e Sociale
Creato Sabato, 02 Luglio 2011 13:21
Scritto da Piera Pipitone
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Qualche giorno fa comprando il quotidiano La Repubblica mi hanno dato in allegato un libretto illustrativo degli orari dei treni velocissimi di Trenitalia… già dalla copertina mi sono resa conto che l’Italia finiva allo stretto di Messina. Infatti, leggendo poi l’interno con tutte le fermate, le tappe, gli arrivi, le grandi velocità, la comodità e il confort di questi treni nuovissimi e scintillanti, dai nomi decisamente accattivanti (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca ed Eurostar), ci si accorge che sia la Sicilia che la Sardegna non fanno parte degli itinerari di Trenitalia. Nell’incipit si legge “Roma e Milano sempre più vicine, con sei collegamenti aggiuntivi Frecciarossa senza fermate intermedie, mentre quattro nuovi treni uniscono Napoli a Roma, Milano e Torino; inoltre si aggiunge una partenza il venerdì da Milano per Napoli, con fermate intermedie a Bologna, Firenze e Roma, e viceversa il venerdì mattina. Anche Frecciargento offre nuove corse tra Roma e Venezia, tra Roma e Verona e tra Roma e Brescia”. È evidente che tutta Italia è ben collegata dalla linea ferrata ma qui in Sicilia neanche l’ombra. È mai possibile che, -senza fare retorica- ci siano cittadini di serie A e cittadini di serie B in un’Italia che festeggia allegramente (tranne i leghisti) l’Unità di un paese che a quanto pare in realtà continua ad essere diviso, non solo da diverse culture e tradizioni, perché è chiaro che fra la Sicilia e la Lombardia ci siano tradizioni completamente differenti, ma anche da una tratta ferrata che discrimina ed emargina due regioni come la Sicilia e la Sardegna? Infrastrutture per i collegamenti stradali e ferroviari, ecco cosa manca nel nostro territorio. In Val di Susa protestano per una TAV che non vogliono e che, sinceramente, porterà solo buoni risultati al territorio in termini economici. In Sicilia protestiamo per un ponte sullo stretto, c’è chi è a favore, chi contrario, ma io credo che abbiamo bisogno di infrastrutture adeguate per tenerci al passo con il resto dell’Italia e soprattutto con l’Europa. Si parla tanto di turismo, ma un tedesco che arriva e trova treni che non rispettano gli orari, sporchi, fatiscenti e risalenti agli anni ‘70/’80 come parlerà del nostro territorio una volta tornato al suo paese? Per non parlare dei trasporti merci, se vogliamo rispettare il protocollo di Kyoto abbiamo regole ferree da rispettare riguardo le emissioni inquinanti. Questo porterà ad un trend dei trasporti merci che passerà dal gommato al ferrato e non saremo pronti ad affrontare tale cambiamento. Dire che la colpa è della politica sarebbe come sparare sulla Croce Rossa… troppo facile. Ma purtroppo è la triste verità, i politici siciliani hanno sempre svenduto il loro stesso territorio, lo fanno da tempi immemorabili ed oggi che si tende a creare sempre più partiti territorialisti non saprei se sarà un bene o no per la bella Sicilia, continuamente martoriata dai suoi stessi figli. Sarebbe scontato fare un accenno sul progetto del sindaco di Mazara del Vallo, Nicolò Cristaldi, che pone al centro l’eliminazione della tratta ferrata Mazara/Campobello, ma troppo si è detto a riguardo e temo che già da ciò che ho scritto precedentemente sia ovvio il mio pensiero. La ferrovia è un collegamento essenziale ed importante, da non sottovalutare. La ferrovia rappresenta il futuro dei trasporti pubblici nazionali e regionali con i treni veloci, ma anche locali con le metropolitane. L’importante è non perdere il treno!

 

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