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Randazzo

 

La guerra in Libia, l’afasia della nostra coscienza

Ma io immagino (lo immagino solo dal numero degli aerei che rombano come tuoni di morte) che la guerra stia registrando un’escalation e penso che il numero delle vittime civili sia molto alto. Ciò che mi colpisce di più è il fatto che, pur di colpire Gheddafi, si versi il sangue innocente di bambini, uomini e donne, nella nostra completa indifferenza. Penso che quel sangue serva solo per disegnare i nuovi equilibri politici nel Mediterraneo, nella prospettiva ormai dominante di un cambio di potere e di leadership. Ma lo spargimento del sangue innocente non interessa a nessuno. Nessuno risponde ad eventuali domande: “A chi giova questa guerra?  All’industria bellica? Alla Francia che si muove con un’ottica coloniale e che vuole impossessarsi dei giacimenti libici? E l’art.11 della Costituzione, che fine ha fatto?” Nessuno sembra ricordare che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.Non ci sono più le bandiere arcobaleno né le marce dei cosiddetti pacifisti. Non ci sono interrogazioni parlamentari o petizioni di alcun genere. Pure la Chiesa tace. È questo silenzio collettivo che mi fa paura. Siamo in guerra e nessuno ne parla. E noi viviamo distratti, indifferenti, apatici, presi dalla frenesia delle imminenti ferie, soddisfatti per il  nostro benessere e per il nostro circoscritto orizzonte, in un’afasia generale, che è intorpidimento della coscienza. Viviamo immersi nella cultura del nulla, nel nichilismo che ci rende vuoti, fragili ed inutili, negando – con la nostra menzogna- “la verità della pace”. Scriveva Papa Ratzinger qualche anno fa: “Basti pensare a quanto è successo nel secolo scorso, quando aberranti sistemi ideologici e politici hanno mistificato in modo programmato la verità ed hanno condotto allo sfruttamento e alla soppressione di  un numero impressionante di uomini e di donne… L’autentica ricerca della pace deve partire dalla consapevolezza che il problema della verità e della menzogna riguarda ogni uomo e ogni donna, e risulta essere decisivo per un futuro pacifico del nostro pianeta.”Per quanto pesi la nostra impotenza e la nostra afasia, non nascondiamoci dietro falsi pretesti di intervento armato o dietro l’espressione falsa ed eufemistica di “guerra umanitaria”. Ogni guerra sfigura il nostro essere, uccide la nostra coscienza e la nostra umanità, ci abbruttisce come Caino, ci toglie la speranza e l’attesa del futuro. Leviamo dunque la nostra voce a favore della verità della pace e contro tutte le guerre, inimmaginabili nel mondo di oggi, perché gli uomini possano convivere come un’unica e medesima famiglia e possano custodire come un tesoro prezioso il bene incommensurabile della pace, che è” anelito insopprimibile presente nel cuore di ogni persona, al di là delle specifiche identità culturali”.

 

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