Grande successo alla Giovaninfesta di Gibellina

Categoria: Cultura e Sociale
Creato Mercoledì, 15 Giugno 2011 12:30
Scritto da Piera Pipitone
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Concerti, balli esagerati ma anche riflessione e momenti di crescita attraverso i tre appuntamenti formativi che hanno tenuto impegnati, gli oltre 1500 ragazzi, nel corso della mattinata. Mondialità, legalità e immigrazione sono stati gli argomenti cardini su cui girava il tema principale della Giovaninfesta che era “L’Italia che vogliamo”. Una tematica importante che spinge alla riflessione su ciò che ognuno di noi vuole dal nostro presente e su ciò che ognuno di noi si aspetta dal nostro futuro, prendendo come spunto e come argomenti su cui interrogarci e basarci per rispondere alla domanda principale i tre momenti formativi; 1) come vogliamo che in Italia si affrontino i rapporti sociali e i problemi che ne derivano, confrontandosi con diverse culture, diverse religioni e i diversi status sociali che il mondo moderno ci impone? 2) come vogliamo che in Italia si affrontino i problemi di tutti i giorni, attraverso le regole sociali o attraverso sotterfugi e scorciatoie… quanto conta quindi la Costituzione? 3) come vogliamo che in Italia si affronti la questione sociale rappresentata dall’immigrato, vogliamo essere un paese di accoglienza o di intolleranza? Ecco, queste le domande che ci si poneva partecipando agli incontri. Ospiti d’eccezione sono stati chiamati adargomentare le tre tematiche: Padre Daniele Zarantonello, missionario comboniano, e Filoneno Lopez in arte “Fifito” (della Guinea Bassau impegnato nell’opera di riconciliazione sociale del suo paese) speaker ufficiale di radio vaticana nella redazione in lingua portoghese, per l’incontro sulla mondialità; Antonino Ingroia, Procuratore aggiunto nella procura distrettuale antimafia di Palermo, e Don Luigi Ciotti, Fondatore di Libera per l’incontro sulla legalità; Laura Boldrini, portavoce italiana dell’alto commissariato delle nazioni Unite per i rifugiati, e Vincenzo Morgante, caporedattore Rai Sicilia per l’incontro sull’immigrazione. Grande l’attenzione posta dai ragazzi e anche la partecipazione. “Abbiamo avuto delle presenze molto significative in questa edizione della Giovaninfesta – lo afferma il vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, Mons. Domenico Mogavero – i testimoni che abbiamo invitato sono persone che conoscono i problemi trattati perché sono impegnati sul campo; questo ha creato con i diversi gruppi di ragazzi una sintonia immediata. Il clima che ho notato nei tre incontri era di profonda condivisione di problemi, esperienze e la convinzione dei ragazzi su ciò che veniva loro proposto. Nel 2012 la Giovaninfesta si svolgerà a Santa Ninfa, sarà una esperienza interessante e bella come quella svolta nel 2010 a Pantelleria e come quella di quest’anno a Gibellina. Perché la Giovaninfesta è sempre qualcosa di nuovo anche se il modulo, ormai collaudato, potrebbe far pensare a qualcosa che abbia la sua determinatezza e la sua fissità nella quale nulla si innova. La risposta che ci hanno dato i ragazzi ci conferma che questa esperienza non deve morire, perché ha un grande impatto e un grande lascito di emozione ma anche di convinzione”.

 

Intervista al Procuratore Ingroia

Dott. Ingroia lei ha affermato che all’interno dello Stato ci sono persone che combattono la mafia ma ci sono, purtroppo, anche persone che coprono la mafia. Come fare quindi a sconfiggerla?La storia plurisecolare della mafia si fa forza proprio su questo, cioè sulla sua capacità di infliltrarsi nei luoghi più insospettabili, quindi dentro le istituzioni e dentro lo Stato. La possibilità, però, di venirne fuori c’è! Si sono fatti tantissimi passi avanti in questo senso, un tempo l’antimafia era l’antimafia di pochi e oggi è l’antimafia di tanti, ma non è ancora l’antimafia di tutti. Per far si che l’antimafia sia fatta dalla stragrande maggioranza dei cittadini c’è bisogno di impegno, c’è bisogno di solidarietà e organizzazione sia dentro che fuori le istituzioni. Le Manifestazioni in cui si porta in alto la voce dell’antimafia fanno in modo che si crei quella solidarietà e quel sistema di vasi comunicanti fra gli uomini che dentro le istituzioni sono più impegnati per fare pulizia dentro le istituzioni e fuori dalle istituzioni e nella società.Fino a 10 o 15 anni fa era quasi impensabile andare in piazza a manifestare contro la mafia, oggi le cose sono cambiate, i giovani scendono in piazza ogni anno per ricordare Falcone e Borsellino e per sostenere l’antimafia. Quindi nei ragazzi c’è una sensibilizzazione sempre più forte contro la mafia, lei cosa ne pensa del movimento giovanile?Si, questo è quello che ci da speranza e fiducia nel futuro. Cresce questa sensibilità diffusa e si estende a macchia d’olio dal sud al nord Italia in una nuova comunione nazionale nel segno dell’antimafia, nella cultura della legalità e della giustizia. È chiaro, però, che ci sono ancora oggi molte resistenze, c’è anche un’Italia che vuole illegalità, che vuole impunità e che vuole privilegi ma contro i privilegi e contro le impunità che si gioca, credo, la sfida più importante e dalla quale dipende anche il nostro futuro. Senza giustizia, senza uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, senza una magistratura autonoma e indipendente dagli altri poteri non si potrà mai realizzare una piena maturazione.

 

Intervista a Don Ciotti fondatore di Liberi

Don Ciotti qual è l’obiettivo dell’associazione Libera?Il nostro obiettivo non è certo la legalità, poiché la legalità non è un valore ma un pre-requisito per raggiungere un obiettivo, cioè la giustizia; la legalità è un mezzo per raggiungere questo. Noi dobbiamo riflettere e condividere un percorso con i giovani che ci porti a capire che la legalità è la saldatura tra responsabilità dell’”Io” e la giustizia che è il “Noi”. Responsabilità dal latino significa “rispondere” e quindi noi siamo chiamati a rispondere alla nostra coscienza e a fare la nostra parte assumendoci le nostre responsabilità, dando il nostro contributo per il cambiamento del nostro territorio.Momenti come questo in cui i ragazzi si riuniscono per parlare, riflettere su questo tema sono molto importi per sviluppare la coscienza antimafia nei giovani, non crede?Questi sono momenti in cui si riesce a saldare la terra con il cielo e si sente ancora di più la voglia di amare la nostra gente, di impegnarci di più per dare libertà e dignità alle persone. Prima della legalità, prima della giustizia e della responsabilità noi non dobbiamo dimenticarci che tutti noi abbiamo un impegno che ci affida la vita, questo impegno ci impone di usare la nostra libertà per rendere libero chi libero non è. Dove c’è violenza, soprusi, illegalità, povertà la gente non è libera.Quindi questa è una responsabilità dei giovani di oggi?Non solo dei giovani ma anche degli adulti. È una co-responsabilità. Il cambiamento ha bisogno di ciascuno di noi.Secondo lei nei confronti della legalità i giovani che Italia vogliono?Sicuramente un’Italia onesta, un’Italia che metta al centro la persona e dove tutti ci impegniamo a rispondere ai bisogni della gente. E le regole di tutto questo noi le troviamo nella Costituzione italiana; la Costituzione ci da le regole per essere un buon cittadino, la Costituzione la dobbiamo far diventare cultura e costume, poiché il primo testo antimafia è la Costituzione italiana, soprattutto l’articolo 3 della Costituzione che parla dell’uguaglianza.

 

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