Privatizzazione dell’acqua

Categoria: Cultura e Sociale
Creato Mercoledì, 15 Giugno 2011 12:28
Scritto da Vito Marino
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La sua gestione spetta agli stessi cittadini tramite i suoi rappresentanti presso le Pubbliche Istituzioni. Con la privatizzazione, l’acqua diventerebbe un bene commerciale facendo sorgere un altro canale su cui far navigare corruzione e mafia a gonfie vele. Come è successo in tutte le altre privatizzazioni, il prezzo al consumo aumenterebbe in maniera smisurata. Come si fa a parlare di crisi economica, di persone che vivono con l’aiuto della caritas e delle mense pubbliche e, contemporaneamente, a costoro si da un colpo di grazia, con l’aumento delle bollette dell’acqua? Perchè invece di creare business non si cerca di evitare gli inquinamenti e lo spreco dell’acqua potabile sensibilizzando i cittadini, incominciando dalle scuole? L’acqua ed il pane sono degli elementi che devono considerarsi indispensabili per tutta l’umanità e non devono negarsi a nessuno; ogni essere umano che nasce deve essere considerato cittadino del mondo col diritto di ricevere almeno questi elementi, come minimo indispensabile per non morire. Le statistiche parlano che l’acqua sulla Terra si è ridotta del 40% in questi ultimi trent’anni e, come conseguenza anche le risorse idriche pro capite si sono ridotte della stessa percentuale. mentre i consumi sono aumentati considerevolmente e continuano a salire. Questo già l’hanno capito da tempo i papaveri dell’economia e stanno già sfruttando la situazione per trasformare questa risorsa in business. Hanno, infatti, iniziato con le acque così dette  minerali che, tramite una capillare pubblicità, l’hanno resa indispensabile alla mentalità dei cittadini, quindi hanno continuato con l’acqua potabile imbottigliata. Divenendo un bene commerciale, il privato avrà interessi soltanto a sfruttare al massimo questa materia prima a suo vantaggio e lascerà sempre agli Enti Pubblici le grosse spese per le grosse infrastrutture, come del resto sta succedendo  per le ferrovie già privatizzate o con la spazzatura. Il programma degli ultimi Governi di privatizzare tutti i servizi pubblici, con aumento delle bollette per i cittadini, non prevede contemporaneamente di ridurre  le tasse che già si pagavano. D’altronde è un avvenimento naturale della storia l’alternarsi di  corsi e ricorsi. Intorno agli anni ’50 il consumo d’acqua a persona era molto limitata. in un secchio c’era l’acqua, riciclata dalla cucina o dal “vacili” (bacinella per lavarsi), per buttarla nel cesso dopo l’uso.Il bagno o la doccia in casa ancora non esisteva e molto occasionalmente il bagno si faceva in una tinozza o in una bagnarola o in una “pila” (lavatoio); l’acqua utilizzata, si riciclava per il water o per innaffiare i fiori o si buttava davanti la propria abitazione per attenuare la polvere della strada perchè ancora non asfaltata. Bisogna però stare molto attenti: se un consumo limitato d’acqua fa bene all’economia e serve come rispetto per la natura, una penuria d’acqua può provocare malattie ed epidemie. Dopo un periodo molto fiorente per il cittadino italiano, che economicamente stava molto meglio di quello statunitense, ora si sta facendo marcia indietro: i ricchi diventano sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri.

 

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