La controreplica del Fantasma Marino

Creato Mercoledì, 09 Gennaio 2019 17:52
Scritto da Fantasma Marino
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RandzelMAZARA DEL VALLO - Ho letto, naturalmente con vivo interesse, le repliche del Centro studi La Voce, e dal sig. Enzo Sciabica all'intervista apparsa sul numero delL'Opinione del 30 novembre scorso. Atteso il tono delle reazioni, ritengo opportuno controreplicare.
Iniziando dalla 'Voce', ringrazio per l'altrettanto 'vivo interesse' manifestato. Seguo assiduamente la stampa locale, su cui 'la Voce' è un'assidua presenza, sempre in relazione ad argomenti di particolare interesse per la nostra città.
Spiace, di contro, constatare come il tono lieve e scherzoso dell'articolo, motivato dal voler rendere leggeri e godibili argomenti che, per il loro tecnicismo, rischiavano di risultare ostici e noiosi ai lettori, sia stato scambiato per 'malcelato sarcasmo'.
Non volendo urtare la suscettibilità di nessuno, e scusandomi per quella solleticata senza volerlo, mi vedo costretto a mantenermi serio, anche se forte era la tentazione di continuare con gli stessi toni. Anzi avevo già scritto una risposta forse ancor più ricca di humour dell'intervista... vuol dire che ne delizierò solo gli amici.
Venendo al merito, mi fa comunque piacere che non si parli più di colmata B come opera 'abusiva' perché non lo è. Almeno sono riuscito nell'intento di fare chiarezza su questo.
Non comprendo, invece, perché' la Voce' si attenda da me risposte su domande che, da un lato mi erano ignote, dall'altro mi pare evidente vadano rivolte altrove.
Ma, fortunatamente, appena 3 giorni dopo la replica del Centro Studi, si è tenuto il Consiglio Comunale aperto sul dragaggio; ignoro se 'la Voce' lo abbia seguito, sarebbe un peccato se così non fosse, perché lì di risposte ne sono arrivate, e parecchie.
Per esempio, l'ing. Coppola, che si è disturbato a venire da Roma, dal Ministero per le Infrastrutture e dei Trasporti, ha ricordato espressamente che la colmata B non è tutelata e che è perfetta per ricevere i fanghi da dragaggio, per cui non si comprenderebbe la scelta di non avvalersene, opzione che aumenterebbe enormemente i costi del dragaggio.
Sulla questione relativa ai motivi per cui la Regione in un primo momento aveva escluso la possibilità di versare qualunque detrito nella colmata e, successivamente, lo aveva consentito con forti limitazioni, si è registrato, invece l'interrogativo del Comandante della Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo che si è chiesto come mai tali provvedimenti non siano stati impugnati al TAR, attesa la loro contrarietà a norme che invece lo consentono.
Non 'indiscriminatamente' come dice la Voce, bensì alle condizioni del Decreto 173/2016.
A questo punto sarebbe stato naturale chiedersi come mai, nonostante questo quadro normativo, tutto è ancora fermo da 8 anni, e semmai 'Cui prodest' questo blocco.
Ma, considerato che, come riporta questa testata nel numero del 15 ottobre ultimo scorso, l'Assessore Regionale al Territorio ed Ambiente aveva annunciato lo sblocco dei lavori, previo conferimento in colmata dei detriti ammessi, il quesito appariva superato: nulla da dire, infatti, sull'opportunità, ritenuta dall'Assessorato, di procedere a nuova caratterizzazione dei fanghi, atteso il tempo trascorso; qualcosa da dire, al limite, sulle categorie dei detriti conferibili in colmata, dal momento che, secondo l'Assessore, ci si dovrebbe limitare a quelli di tipo B, mentre la norma sembra consentire anche quelli 'C'.
Ma questi sono dettagli tecnici; la politica potrebbe, invece, chiedersi perché ora spuntano nuovi progetti che, non conoscendo, mi guardo bene dal commentare, limitandomi a ricordare l'avviso dell'ing. Coppola, espresso fuori dai denti, e quindi con il massimo della sincerità (se non prevedranno il conferimento in colmata avranno costi esorbitanti).
Infine, mi siano consentite un paio di considerazioni su appunti che la Voce (chissà perché) vorrebbe rivolgere sul piano personale; lo faccio solo perché mi danno l'occasione di chiarire un altro paio di aspetti d'interesse generale.
Per quanto riguarda 'lo sfogo del tecnico frustrato'(?) osservo che, in tutta questa vicenda, si registrano solo due frustrazioni: quella, recente, della popolazione mazarese che aspetta, invano, il dragaggio, e quello dalla Civica Amministrazione di fine anni '80 che provò a piazzare, senza riuscirci, un porto turistico nel posto sbagliato.
Perché è vero quel che dice 'la Voce' che il Comune partecipò alla stesura della variante, ma è altrettanto vero che quella proposta di variante fu bocciata.
Sea CloudNé quel 'cartiglio' mi è mai sfuggito: si tratta proprio del D.A. n° 1554/'88, sì quello che approva la colmata B ('particolare' sfuggito, invece, alla 'Voce'); ma lo ho omesso per carità di patria, dal momento che la nostra Civica Amministrazione dell'epoca non sembra averci fatto una gran figura ("la richiesta di cui sopra viene definita irrituale in quanto viene sovvertita la procedura prevista dall'art. 30 della L.R. n° 21/'85" recita il Decreto).
Pur non avendo nulla a che fare con quella Civica Amministrazione (e nemmeno con le precedenti o le successive, in verità) avevo preferito evitare ingenerosi confronti, per esempio, con la giunta Macaddino e con la giunta Cristaldi, che le procedure dell'art. 30 della L.R. n° 21/'85 hanno invece rispettate appieno, pur scegliendo, ciascuna, una opzione diversa tra le due possibili, come dicevo l'altra volta; ma se altri, magari neanche estranei a quella stagione politica,riesumano l'episodio non ho alcun problema a trattarne.
Episodio da cui, personalmente, traggo l'insegnamento che, quando si verte in materia di pianificazione territoriale, le suggestioni estemporanee lasciano sempre il tempo che trovano, si tratti di porticcioli turistici, si tratti di bio-parchi per uccelli palustri, si tratti pure di terminali degni dei porti di Rotterdam od Anversa, di cui, però, non esiste nulla di paragonabile in tutta Italia; ma non volevo trascendere in polemiche, tantomeno, personali.
La destinazione delle aree del porto di Mazara del Vallo, struttura già esistente, munita di strumento regolatore, ma ancora incompleta, sarà definita da una variante che si spera di non dover attendere a lungo.
Ogni congettura al riguardo è, pertanto, quanto meno prematura: di certo c'è solo che, di qualunque cosa si tratti, dovrà essere allocato sulla colmata B e, per quanto riguarda il relativo dibattito, questo, da un lato non mi riguarda assolutamente, dall'altro sembra ormai precluso dalla scelta della Giunta Cristaldi di affidarsi all'Ufficio del Genio Civile per le Opere Marittime; se dibattito poteva esserci, questo avrebbe potuto riguardare solo il Consiglio Comunale coevo alla giunta Macaddino, che votò l'opzione di affidarsi ad un professionista esterno: scelte, ribadisco, ambedue pienamente legittime.
Venendo ora al sig. Sciabica, mi limito a correggerlo circa la sua affermazione, riportata in grassetto, che la colmata B sarebbe 'posta in ambito marino costiero al di fuori del porto di Mazara del Vallo'. Non è così e non sta scritto da nessuna parte, con nessun carattere. È scritto invece in ben 3 decreti assessoriali che il porto di Mazara del Vallo è composto sia della colmata A che della colmata B, e relative opere foranee. Altro che 'al di fuori'.
E, pur non avendo ancora una 'destinazione urbanistica' , espressione peraltro impropria, trattandosi qui, semmai, di 'articolazione di zone funzionali portuali' (ma non intendo certo imputare al sig. Sciabica incrostazioni lessicali tipiche di tecnici regionali formatisi sulla legislazione urbanistica e forse non sempre calati nelle ben diverse problematiche di uno scalo marittimo), la sua funzione portuale non solo non si discute, ma è già stata, di massima, anticipata (anche riguardo il suo raccordo con la pianificazione urbana) nelle varianti già approvate, e quindi note.
Per quanto, a questo punto, mi tornano prepotenti in mente le parole del compianto dr. Giovanni Tumbiolo che non mancò di richiamare la Regione al dovere di "conoscere le sue stesse carte", e su cui, verosimilmente, si fonda la meraviglia del Comandante del Porto di Mazara riguardo la mancata impugnazione al TAR, da parte dei soggetti interessati, degli ultimi provvedimenti regionali.
Quanto appena ricordato basta a travolgere, a mio parere, qualunque argomentazione, sia di ordine naturalistico che di carattere giuridico formulata dal sig. Sciabica, cui, naturalmente, riservo il rispetto dovuto alle opinioni personali di chicchessia.
A margine:
1) non è affatto vero che " Mazara ha un porto non più agibile nella sua interezza" Attenzione a lanciare messaggi sbagliati su cui la concorrenza si butterebbe a pesce: spero che il direttore gradisca, a corredo dell'articolo, la foto della lussuosa nave da crociera Sea Cloud, che ha toccato più volte il nostro porto negli ultimi 2 anni e della movimentazione di carichi eccezionali avvenuta la primavera scorsa; certo, con un porto dragato le navi da crociera verrebbero più spesso e magari potrebbero attraccare in città, ma purtroppo la formidabile opportunità che si offrirebbe in tal modo alla nostra comunità continua a sfuggire a troppi. E se si disponesse di adeguati spazi portuali si potrebbero movimentare e stoccare merci molto più agevolmente rispetto a quel che si vede nelle foto. E sarebbe altra ricchezza per la nostra città, una città a vocazione marinara da sempre, peschereccia non da molto, a ben vedere; ed ora che il reddito proveniente dal comparto ittico si è di parecchio ridimensionato è comunque dal mare che Mazara potrà continuare a trarre adeguate risorse per sopravvivere.
2 ) in questi giorni è arrivata piena conferma di quanto avevo anticipato l'altra volta ( lo sanno pure gli ambientalisti che la colmata non è tutelata e che non lo sarà mai ); io lo dissi perché avevo già raccolto qualche prova in tal senso, ma è proprio il sig. Sciabica, che lo scrive altrove, a rendere, finalmente, noto a tutti che, qualche anno fa, furono fatti un paio di tentativi, di cui la cittadinanza rimase del tutto all'oscuro, per porre sotto tutela la colmata. Tentativi che, naturalmente, fallirono. Né poteva essere altrimenti, se si ha un minimo di contezza sulle caratteristiche che un sito deve avere in proposito, per tacere della palese difformità di tale proposta dagli strumenti regolatori vigenti. Portuale ed urbano. Sarà forse per questo che oggi il sig. Sciabica si appella ad altre normative. Di cui, però, propone una lettura, diciamo così, alquanto personale.
Ma il fatto è che ormai è chiaro che non sussiste più ragione alcuna perché a Mazara non si faccia un dragaggio nello stesso identico modo in cui si fa da qualunque altra parte nel nostro Paese, togliendo dal limbo il dragaggio, il porto, la nostra città ed anche la colmata B che del porto fa parte. Un limbo di 8 anni di fronte ad una vera emergenza. Ma che Paese siamo diventati?
Buone feste a tutti.

 

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