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Si charta cadit, scienza scillicat e la destinazione urbanistica della Colmata B rimane mistero

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MAZARA DEL VALLO - Chi in maniera non disinteressata pensa che il nostro porto sul Mazaro possa diventare come il porto sul Tamigi, dimostra di essere disposto a fare carte quarantotto pur di dimostrare la fondatezza del suo pensiero, tenta pertanto di convincere la gente a ritenere che la laguna di Tonnarella, Colmata B, è aria marina portuale da sotterrare e da destinare a "zona industriale", come vorrebbero alcune varianti al PRP, approvate in parte. Tutto ciò non lo si dice chiaramente, ma attraverso carte, sconosciute ai più, e commenti che possono trarre in inganno il cittadino che per la prima volta vede quelle carte. A differenza di ben individuati personaggi, anche se per il pubblico risultano anonimi, non si pretende di essere depositari della verità sulla questione Colmata B, ma quando nel 2005 si scoprì la sua importanza ecologica e paesaggistica, le Ass. ni ambientaliste ACLI Anni Verdi ed Ekoclub, oltre a studiarne la valenza biotica ed abiotica, non tralasciarono di accertarne la destinazione urbanistica. Si rivolsero pertanto ad un tecnico comunale, sicuro conoscitore della materia, il quale, pur non mettendo a disposizione le carte, spiegò che la Colmata B non aveva destinazione urbanistica, secondo una sua battuta era da considerare "zona bianca" anche se ha tenuto a puntualizzare che "a mare tecnicamente non si potrebbe usare il termine di zone bianche". L'ARTA Sicilia, infatti, su parere del C.R.U., con D. A. n. 1904 del 30/11/1991 (da non confondere decreto con variante come da dichiarazione di anonimo sul numero precedente dell'Opinione), decretava: "il progetto di variante al P.R.P. è approvato, limitatamente alla realizzazione di un pennello......nonché alla sistemazione urbanistica della colmata A", rigettava, invece: "le urbanizzazioni nella colmata B, nonché sulla previsione di un nuovo porto turistico in adiacenza a quello esistente". Le due Ass. ni volevano però saperne di più e volevano venire in possesso delle relative carte. Contattavano quindi gli Uffici competenti sia del Dipartimento regionale Ambiente, sia del Dipartimento Urbanistica. Non ottenevano documentazione alcuna, ma delucidazioni verbali e una nota (indirizzata anche ad altri Enti, Comune compreso) del Servizio VAS – VIA ARTA, protocollo n. 54980 del 20/7/2007, con la quale si comunicava: "trattandosi di un Piano Regolatore di un porto non esclusivamente turistico, una eventuale variante al vigente Piano dovrà essere sottoposta, per gli aspetti ambientali, alla procedura di cui all'Art. 5, comma 4, della Legge n. 84/94", ovvero alla procedura VIA. Al Dipartimento Urbanistica apprendevano che il Piano Regolatore del Porto di Mazara risaliva al 1971, in seguito ad approvazione con D.I. n. 589 del 4/8/1971 e che il Comune aveva provveduto a commissionare le "Linee Guida" per aggiornarlo. È vero che nel vecchio Piano erano previste le colmate, ma è altrettanto vero che le destinazioni urbanistiche erano da venire e mentre per la Colmata "A" si è provveduto, per la Colmata "B", come aveva anticipato il tecnico comunale, è tutto da venire. Del resto, con l'approvazione del PIANO REGOLATORE GENERALE, nel 2003, la Regione non ha fatto altro che confermare le indicazioni del passato: "Riguardo infine le nuove ipotesi di assetto dell'area portuale, queste dovranno meglio essere approfondite nell'ambito di un piano regolatore del porto" che, per ovvi motivi, non può più essere quello del 1971. Le due Associazioni, tra il 2008 e il 2009, con la candidatura a Sindaco dell'On. Cristaldi, riuscivano ad acquisire le carte che cercavano e ufficialmente si rendevano conto che i documenti da prendere in considerazione per capire l'attuale destinazione urbanistica della Colmata B rimanevano due: il D. A. 1904/91 e il PRG approvato nel 2003. Da quei documenti traspare nitidamente che la Colmata B, ad oggi, non ha alcuna destinazione urbanistica approvata. Ciononostante, il CNR di Capo Granitola e il Provveditorato Interregionale Opere Pubbliche Sicilia – Calabria, progettista del dragaggio, probabilmente per giustificare la movimentazione dei fanghi del porto, come da colonna B, tab. 1, allegato 5 parte IV D. Lgs. 152/2006, cioè in area industriale (altrove i fanghi dovrebbero rientrare in A e A1, come alla seconda autorizzazione al dragaggio), hanno scritto: "nel caso di specie con vasca di colmata ubicata in area industriale", come da nota, per tutte, prot. 0014904, del 18/7/2016, dell'Ufficio 3 Provveditorato Interregionale OO. PP. In data 24/11/2016, arriva la prima autorizzazione della Regione all'utilizzo dei fanghi previsti dalla colonna B, Tabella 1, ovvero area industriale, ma "fermo restando il diniego all'utilizzo nel sito individuato con "Colmata B", posta nell'ambito marino costiero al di fuori dell'ambito portuale del porto di Mazara del Vallo". Altro che conformità urbanistica che è una certificazione e non una semplice relazioncina di questo o di quell'altro architetto che in illo tempore ha redatto le varianti comunali, quella del 12/10/1990 che ha portato alla sistemazione urbanistica della Colmata "A", ma non della Colmata "B" che, come dice, senza mezzi termini, la Capitaneria di Porto, nella nota prot. 25057, del 14/12/1995: "Rimaneva esclusa la proposta della realizzazione d'un approdo turistico nell'area destinata alla colmata "B", così come veniva bocciato l'assetto urbanistico della relativa area e tutte le opere portuali previste nella variante proposta". Come si vede la materia del contendere non è tanto Colmata B abusiva o Colmata B non abusiva, come vorrebbe ridurla un anonimo o qualche azzecca garbugli, ma la sua destinazione, essenziale anche ai fini dell'accoglimento di sedimenti portuali, in colonna A o in colonna B. Nel 2000, nel contesto di una Deliberazione comunale, su relazione di un Ufficiale di Marina mazarese, all'epoca prestante servizio a Mazara, tale Danilo Marino, venivano riproposte le stesse opere di urbanizzazione, ma le indicazioni del PRG (approvato nel 2003), in coerenza con le indicazioni regionali passate vanno, come detto, in un altro senso. Vero è che PRG e PRP sono strumenti diversi ma la loro complementarità non può essere messa in discussione. La Colmata B, ironia del caso, dal 2005 è una laguna piena di vita e, come ha avuto a dire un ex dirigente del Dipartimento Urbanistica regionale, dopo l'ispezione del geometra Mario Megna: "la natura si è ripresa ciò che le era stato tolto". Solo a Mazara del Vallo ci può essere un anonimo (arriva a confondere la Convenzione di Ramsar con il Decreto istitutivo dei SIC e delle ZPS) o una persona poco rispettosa del territorio, dell'ambiente e del paesaggio, che può mettere ancora in dubbio le qualità della laguna di Tonnarella e insistere nel sotterramento senza VAS (obbligatoria dal 2010), senza VIA, senza un'adeguata VINCA. Qualità che oggi, molto più di prima, sono indiscutibilmente tutelate dalla Legge che ha introdotto l'Art. 452/bis e l'Art. 452/quater nel Codice Penale. Ancor prima della Legge 68/2015, introduttiva dei summenzionati articoli, un illustre concittadino che preferisce rimanere nell'anonimato aveva chiesto alle Istituzioni preposte che cosa potesse accadere, penalmente, nel caso dell'avvio dei lavori per l'opera di colmata. La risposta allora non poteva essere che vaga, ma oggi, come visto, il quadro legislativo per la tutela del territorio, dell'acqua, dell'aria, degli ecosistemi naturali con le specie animali e vegetali è completo, grazie anche alle direttive europee.

 

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